Recensione
Adorabilissimo.
La tentazione, di fronte a romanzetti striminziti, è sempre quella di abbassare il voto di un punto, come a voler manifestare lo scontento per una pretesa di sostanza da quel che rimane un raccontino, sì, ma non per questo meno godibile.
E' esattamente il caso di questo romanzo di Coe, il terzo nella sua produzione letteraria, che si presenta come un assaggio di quel che sono stati i suoi romanzi successivi, il trittico sugli anni Settanta, Ottanta e Novanta e il celebre La casa del sonno. Nella mia personalissima esperienza di lettura, questo romanzo gode anche del confronto con il romanzo appena precedente, piuttosto mediocre, dal quale Coe riesce a smarcarsi scoprendo il brio e l'ebbrezza dell'humour inglese, che si sposa perfettamente con il racconto dell'adolescenza e della giovinezza.
Il protagonista è il classico sfigato inglese, protagonista di innumerevoli romanzi, racconti e graphic novel (sembra uscito fuori da un fumetto di Neil Gaiman, non è un caso!), del quale non ci si può non innamorare. La sua vasta formazione musicale, intrisa di jazz, post-punk e i grandi del momento (Smiths e Morrissey soprattutto), si riversa nel romanzo infarcendolo di pentagrammi, pezzi di canzoni, citazioni discografiche e battaglie dialogiche giocate a colpi di nomi di band. Peccato non poter cogliere - almeno per me - tutta questa vasta culturale musicale, a cominciare dagli illeggibili spartiti. Limite di un lettore che comunque non si sogna di togliere al romanzo i suoi meriti: nonostante il forte impianto musicale è una storia che può essere letta da chiunque e compresa da chiunque. Da chiunque, almeno, sia giovane o ricordi bene cosa cosa sia stato essere giovani.
Spogliato della formazione musicale, William si scopre un giovane quasi smarrito, che vive un presente senza una precisa direzione, goffo nel rapporto con le donne, privo di pretese ma anche di aspettative e desideri. Il protagonista perfetto per un romanzo di formazione, a voler ridurre questo godibilissimo racconto a un genere etichettato: un percorso di crescita che parte - ed ecco ancora il british humour - da un evento nefasto come l'aver assistito a un omicidio. Un imprevisto che stravolge la quotidianità, obbligando il protagonista a un ripensamento della sua vita.
Troppo poco? Raccontino allungato da citazioni musicali? Forse. Ma per questo dovrebbe essere meno godibile e dignitoso? Assolutamente no.
Giudizio:
+4stelle+Dettagli del libro
- Titolo: Questa notte mi ha aperto gli occhi
- Titolo originale: The Dwarves Of Death
- Autore: Jonathan Coe
- Traduttore: M. G. Castagnone
- Editore: Feltrinelli
- Data di Pubblicazione: 2010
- Collana: Universale economica
- ISBN-13: 9788807721540
- Pagine: 206
- Formato - Prezzo: Brossura - 7,50 Euro
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